Una nota personale per presentare il libro «Non esistono bambini arcobaleno» – Testimonianze di infanzie a adolescenze LGBTQIA+

Questa è la Nota Introduttiva che apre e spiega la ragione per cui questo libro è stato scritto

Questo libro non era previsto, nasce quasi per caso e sono due i fatti che mi hanno portato alla decisione di interrompere la stesura del secondo volume di Le Radici dell’Orgoglio[1] per dedicarmi alla scrittura di questa raccolta di testimonianze. 

Il primo fatto è una drammatica vicenda di cronaca avvenuta a Napoli a metà gennaio 2025, che mi ha molto turbato: un padre è stato denunciato e arrestato per maltrattamenti al figlio quindicenne gay di cui non accettava l’orientamento sessuale. Negli articoli che hanno ripreso la notizia si parlava di continui pestaggi – in un caso con una chiave inglese al volto, alle gambe e al collo – e di minacce di morte via messaggi vocali. Il ragazzo è ora affidato a una comunità protetta. 

Dopo un paio di settimane di carcere, il padre è stato rilasciato e messo agli arresti domiciliari ed è rientrato al proprio rione accolto con tanto di fuochi d’artificio.

Il secondo fatto coincide con la lettura di un post sul canale Telegram dell’associazione ultracattolica e reazionaria ProVita & Famiglia[2], che, in merito a un caritatevole appello a Donald J. Trump rivolto da una coraggiosa religiosa americana, scriveva: 

Ieri il neoeletto Presidente Trump e il vice Vance hanno partecipato a una funzione religiosa nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Washington[3]. Durante l’omelia, la “vescova” episcopaliana Mariann Edgar Budde ha esortato Trump a «proteggere i bambini gay, lesbiche e transgender» in America. Ma in America, così come nel resto del mondo, non esistono affatto “bambini gay, lesbiche e transgender”. Esistono bambini e bambine e poi esistono adulti che appiccicano abusivamente sui minori etichette politiche per costringerli a farli entrare nei loro schemi ideologici. È da questi adulti imbevuti di ideologia LGBT che i bambini devono essere protetti e salvati. Donald Trump ha iniziato il nuovo mandato col piede giusto, ordinando al Governo di riferirsi solo a “maschi” e “femmine” negli atti amministrativi. Speriamo che anche il Governo italiano inizi finalmente a proteggere anche i nostri figli e nipoti dalle aggressioni ideologiche LGBT nelle scuole!

Mi ha molto colpito quell’affermazione così piena di sicumera: «non esistono affatto bambini gay, lesbiche e transgender». 

La mia prima reazione è stata quella di scrivere un articolo per la pagina su Substack della Compagnia del Gender[4]. In esso affermavo:

Se non fossimo certi della malafede dell’associazione ultracattolica e reazionaria, potremmo derubricare questo intervento appellandoci alla semplice ignoranza o dabbenaggine dei ProVita, che certo non brillano per pensiero critico e aderenza alla scienza e all’oggettività.

Le squallide argomentazioni contro i diritti civili delle persone LGBTQIA+, infarcite di tirate contro il “wokismo” e la fantomatica “ideologia gender”, sono una evidente – e purtroppo efficace – strategia di comunicazione politica per creare divisività e timori nella parte più fragile e meno strutturata dell’opinione pubblica a vantaggio delle forze populiste e di estrema destra che vogliono garantirsi la conservazione del diritto di governare.

Cosa c’è di più efficace dello slogan: «Giù le mani dai bambini!».

Poco importa a gente come Jacopo Coghe, Simone Pillon, Maria Rachele Ruiu e Toni Brandi che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non siano scelte o vizi ad esclusivo appannaggio delle persone adulte e corrotte, ma condizioni che nella quasi totalità dei casi si manifestano naturalmente già in età infantile, con la possibilità, in assenza di un ambiente protetto e inclusivo, di determinare traumi e decisioni anche con epiloghi drammatici. Le bambine e i bambini omosessuali e transgender esistono e i seguaci di ProVita & Famiglia non solo devono accettare questa evidenza fattuale e farsene una ragione, ma anche rispettare queste bambine e questi bambini, concedendo loro il diritto ad un’infanzia e ad un’adolescenza serene.

Che i bambini gay esistano ritengo di esserne, peraltro, una delle innumerevoli prove viventi: ho percepito la mia omosessualità nei primissimi anni Settanta, a sette o otto anni. La mia mente era costantemente pervasa da sensazioni, emozioni, titubanze, brandelli di informazioni, allusioni indecifrabili, curiosità, ma anche disagio, paura, solitudine e senso di colpa, in modo particolare per quell’idea persistente di non conformità con ciò che mi circondava. Tutto intorno a me indicava a senso unico come avrei dovuto essere e io non mi sentivo in alcun modo calzante con quel modello, con quella richiesta.

Se ho riflettuto spesso su questa esperienza personale è perché negli ultimi trent’anni di ricerca sulla storia del movimento LGBT+ nel nostro paese ho incontrato quasi 400 persone, per raccogliere le loro testimonianze di protagonisti diretti o di privilegiati osservatori. La maggior parte di queste sono persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Ad esse ho sempre chiesto di iniziare il loro racconto non dalla circostanza specifica che volevo approfondire, ma dall’inizio della loro esperienza di vita, dall’infanzia, formulando loro domande finalizzate a conoscere e comprendere l’ambito geografico di provenienza, il milieu familiare, i primi anni di scuola, i giochi, le amicizie, per poi arrivare a quel momento lì, quello che io stesso avevo cominciato a percepire a sette o otto anni.

Tempi, modalità ed evoluzione, cui sono soggette la coscienza e l’accettazione di se stessi, sono caratteristiche del tutto individuali: ogni persona segue un proprio percorso di emancipazione e liberazione dai condizionamenti che vengono dall’esterno. 

È come se tu scoprissi di essere rotondo in un mondo che pretende che tutti si debba essere quadrati. Oltre tutto, alcuni quadrati, quelli più ottusamente dogmatici, sono così convinti di essere nel giusto – “secondo natura” –, che vorrebbero che tu ti sottoponessi a “terapie” per essere aiutato a percepirti quadrato.

Che poi la questione si complica, perché in verità non tutti si sentono quadrati o rotondi… ci sono gli ovali, i triangolari, quelli dai perimetri fluidi e mutevoli e quelli che non badano affatto alla forma che li contiene.

Esco da questa similitudine di natura geometrica e torno alle testimonianze che ho raccolto: tutte le persone che ho intervistato in questi anni mi hanno donato il racconto della loro infanzia e adolescenza e queste narrazioni mi hanno decisamente arricchito.

Se ne avete la possibilità fate anche voi questa esperienza: chiedete a unə amicə, a unə conoscente di raccontarvi la sua infanzia e mentre raccogliete i suoi ricordi guardate la luce nei suoi occhi, le piccole alterazioni nella voce, il rapimento gioioso nel raccontare un aneddoto, la mestizia nel rievocare un innamoramento a senso unico, l’eccitazione nel menzionare il nome di colui o colei che hanno fatto crollare l’alto recinto in cui spesso si è sentitə confinatə.

Posso comprendere l’insistenza di voler stravolgere la realtà da parte delle forze reazionarie e anti-gender: ammettere l’esistenza di bambinə arcobaleno, minerebbe tutto l’impianto del cinico lavoro di sovvertimento e distruzione dei diritti sinora acquisiti dalla comunità LGBTQIA+.

Per questo motivo opporsi a questa mistificazione intrisa di baggianate come l’ideologia gender e il wokismo è diventato un imperativo etico e politico a cui non ci si può sottrarre e, per essere davvero vincenti, c’è solo uno strumento efficace, potente e decisivo contro questa narrazione falsa, ascientifica e ideologica. 

Questo strumento è la verità.


[1] Dal 1993 faccio ricerca sulla storia del movimento (e delle persone) LGBT+ in Italia. Nel maggio del 2024, è uscito il primo volume del saggio Le Radici dell’Orgoglio, che affronta le vicende degli anni 1960-1972. A fine 2025 uscirà il secondo volume, che porterà la narrazione storica sino al 1983. Con lo stesso titolo, su tutte le piattaforme, è disponibile un podcast, la cui pubblicazione è iniziata nell’aprile del 2021, in occasione del 50° anniversario della nascita del Movimento di liberazione omosessuale in Italia.

[2] https://t.me/provitaefamiglia/4624 del 22 gennaio 2025.

[3] Il fatto è accaduto a Washington nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo della Chiesa episcopale nel corso di una funzione religiosa che si è tenuta il giorno dopo la cerimonia di insediamento del presidente. 

[4] https://lacompagniadelgender.substack.com. La Compagnia del Gender è un progetto di fact-checking e debunking di cui sono uno dei fondatori.

Giorgio Umberto Bozzo

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