Un omaggio all’uomo che ha liberato “l’eroe negato”

A 81 anni, dopo lunga malattia, ci ha lasciato il critico, letterato e attivista Francesco Gnerre

Care e cari, Francesco Gnerre se n’è andato.
È stata una lunga discesa dolorosa nella quale Francesco non ha mai perso interesse x la vita e lucidità.
Appena abbiamo stabilito data e luogo ve lo comunichiamo.
W Francesco!

Con questo post su Facebook, ieri pomeriggio, giovedì 17 luglio, Andrea Pini ha annunciato la dipartita dell’amico fraterno Francesco Gnerre.

Francesco si è spento dopo una lunga malattia nell’Ospedale di Aprilia.

Prima dell’estremo saluto, che avverrà domani, sabato 19 luglio, con una cerimonia laica presso il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, è opportuno fermarsi un momento per pagare un doveroso tributo a questo generoso e seminale intellettuale, che con la sua opera critica e letteraria ha contribuito a dare dignità ed evidenza alla presenza e alla rappresentazione omosessuale nella storia della letteratura.

Francesco nasce il 17 febbraio 1944 a Santa Paolina, un piccolo comune rurale in provincia di Avellino, che lascia al termine del liceo classico per trasferirsi a Roma, dove frequenta la facoltà di Lettere, laureandosi in Storia romana nel 1969. Nel 1970 ottiene il suo primo incarico come insegnante in un liceo.

Lettore onnivoro e infaticabile («a casa mia non c’era la televisione, nel gruppo dei miei compagni ero uno dei pochi che andava al liceo e questo mi teneva un po’ lontano dai giochi più maschili che mi interessavano poco e mi permetteva di passare molto tempo a leggere»), a Roma da studente ben presto scopre «l’ipogeo omosessuale», quel reticolo di “ghetti gay” costituito da certe sale cinematografiche (il Nuovo Olimpia, il Rialto…) e da alcuni parchi della capitale, rimanendone affascinato. Sino alla pubertà aveva, infatti, vissuto una sessualità «un po’ polimorfa e schizofrenica, tra fidanzatine alle quali dedicavo struggenti e ingenue poesie d’amore e compagni di giochi con cui sperimentavo una sessualità indubbiamente per me più interessante».

Deciso a scandagliare il rapporto tra letteratura e omosessualità, si iscrive a un secondo corso di laura in Sociologia per riprendere quello che ritiene essere un «discorso interrotto» negli anni universitari precedenti. Si laurea, infatti, in Sociologia della letteratura con la professoressa Graziella Pagliano con una tesi sul “personaggio omosessuale nella narrativa del dopoguerra”.

Si trattava di provare a vedere se la repressione antiomosessuale (oggi diremmo l’omofobia) trovi un rispecchiamento anche nella letteratura o se invece nella letteratura possiamo trovare la destrutturazione dei modelli dominanti e una visione più problematica, se non liberatoria, dell’omosessualità.

Non è affatto facile comprendere oggi quanto quella scelta di argomento di tesi fosse coraggiosa – se non addirittura temeraria – in un contesto storico in cui il movimento di liberazione omosessuale muoveva i primi passi nel nostro paese.

È la stessa professoressa Pagliano a suggerire a Francesco di rielaborare la tesi per una pubblicazione, cosa che avviene nel 1981 quando i tipi della casa editrice milanese Gammalibri pubblicano il saggio L’eroe negato («spedii il dattiloscritto e pochi giorni dopo mi telefonò Domenico Nodari per dirmi che gli era piaciuto e che lo pubblicava»).

Il libro raccoglie un discreto successo in ambito intellettuale e in quello dell’attivismo LGBT, collezionando una serie di recensioni importanti: sull’«Espresso» ne scrive Elio Pecora, su «il manifesto» Domenico Starnone, su «Paese Sera» Dario Bellezza. Ma ha un tiro corto e rimane confinato all’uso e consumo di un pubblico ristretto.

Negli anni successivi Gnerre si occupa di didattica e di testi scolastici (pubblica anche un commento alla Divina Commedia per la Loescher), continuando parallelamente a svolgere l’incarico di docente di liceo.

Nel 1983, quando appare in edicola il primo numero della rivista “mensile di cultura e informazione gay” «Babilonia», Francesco Gnerre è tra i primi a collaborare con articoli di critica letteraria, recensioni, interviste e profili di scrittori e poeti. Negli anni a seguire collaborerà con suoi scritti e articoli con molte testate italiane ed estere.

Francesco è anche un entusiasta attivista, figura nota e di riferimento già negli anni Settanta e Ottanta, attivo e prodigo di energie in tutte le vicende che porteranno alla nascita del Circolo Mario Mieli di Roma, di cui è uno dei fondatori.

A fine anni Novanta l’editore Baldini & Calstoldi propone a Francesco di ripubblicare il suo saggio su letteratura e omosessualità del 1981, in una versione che, alla fine, sarà decisamente altra cosa rispetto alla precedente.

I rapporti tra L’eroe negato del 2000 di Baldini & Castoldi con la mia lontana tesi di laurea diventavano pressoché nulli, tanto che mi sembrava ovvio cercare un altro titolo, ma il direttore editoriale della Baldini non volle prendere in considerazione questa ipotesi. E così nacque questo mio secondo saggio che ha poco a che vedere col primo e che solo per caso porta lo stesso titolo. A distinguere i due testi c’è il sottotitolo molto esplicito (Il personaggio omosessuale nella narrativa italiana contemporanea del libro del 1981 e Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano di quello del 2000), ma, nonostante tutti i chiarimenti, per molti lettori il libro del 2000 rimane una seconda edizione dell’eroe negato del 1981.

Di Francesco Gnerre ci rimangono una dozzina di saggi di grandissimo spessore e interesse letterario, storico e sociologico. Ma ci rimane anche il ricordo di un uomo colto, disponibile e generoso. Un uomo che ha dato lustro al movimento LGBT+ italiano e di cui è giusto andare orgogliosi.

Grazie Francesco. Che la terra ti sia lieve ❤


(Ho avuto il piacere e l’onore di conversare più volte con Francesco nel corso delle mie ricerche per la produzione del podcast Le Radici dell’Orgoglio e la scrittura del saggio omonimo. Alcuni virgolettati di questo omaggio sono stati estrapolati da una bellissima intervista rilasciata da Francesco Gnerre alla rivista di letteratura contemporanea online Il Paradiso degli Orchi. Per leggerla cliccare QUI).

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