1946
Nel novembre, in seguito all’uccisione di Pietro Vonchia, un ex-ferroviere omosessuale di 45 anni, la polizia fa irruzione in tre case private. Due di queste sono case d’appuntamenti per omosessuali. La terza è l’appartamento di Guido Piovella, uno scenografo – o più semplicemente un attrezzista – che lavora nell’ambiente del teatro leggero milanese. Piovella è solito organizzare a casa propria delle feste en travesti, a cui partecipano i suoi amici e conoscenti, ma anche attrici e attori delle compagnie di passaggio nel capoluogo meneghino. In questi ricevimenti si palesa nel personaggio di Madama Reale, e gli ospiti si atteggiano a cortigiani. Di questa retata e dell’intera vicenda si parla in un articolo che esce sull’«Avanti!» del 16 novembre. Nel 1970 Vittorio Caprioli trae da questo fatto di cronaca il soggetto per il film Splendori e miserie di Madame Royale, con Ugo Tognazzi nel ruolo della sedicente sovrana.
1948
La senatrice socialista Lina Merlin presenta un progetto di legge per l’abolizione delle case chiuse, un’istituzione che reggeva da quasi un secolo e che vedeva “la Chiesa chiudere sostanzialmente gli occhi sulle maisons, sulle case di tolleranza come male minore, come antidoto allo sfogo della lussuria nei letti di consacrati matrimoni, come bastione contro l’omosessualità, come salvaguardia della verginità insidiata dalla foia maschile, sulla quale, al di là delle reprimende dai pulpiti e in confessionale, i preti erano fatalisti”1.
1949
Nell’autunno del 1949 scoppia il primo scandalo pubblico di cui Pasolini è protagonista e vittima (collezionerà in tutto una trentina di denunce, per lo più legate alla sua attività cinematografica): accusato di corruzione di minorenne e atti osceni in luogo pubblico (ma verrà poi assolto), è allontanato dall’insegnamento ed espulso dal Partito comunista. Decide allora di lasciare Casarsa e si trasferisce con la madre a Roma nel 1950.
- Guido Vergani in Giovanotti, in camera – Due secoli di marchette, Baldini & Castoldi, Milano, 1995, pag. 39, ricorda che a Venezia, nel Settecento, vi erano 136 fra casini e serragli e l’ordine del Consiglio dei Dieci alle prostitute delle maisons di mostrarsi a seno nudo sulle porte e alle finestre per combattere la dilagante omosessualità. ↩︎

