Torino, 24 settembre 1972
Tratto da: Giorgio Umberto Bozzo, Le Radici dell’Orgoglio – La storia del movimento e della comunità LGBTQIA+ in Italia – Vol. 1 (1960-1972), Milano, Pubblicato in proprio, 2024, pag. 392 (per acquistare il volume CLICCA QUI)
Certo, il torinese che domenica 24 settembre aveva lasciato la città per l’obbligatorio weekend non avrebbe mai immaginato che, oltre al tecnologico furore di preparazione delle varie mostre d’autunno, Torino ospitava una riunione di omosessuali rivoluzionari che venivano da tutta l’Italia1.
L’articolo è a pagina 2, proprio in apertura del numero di ottobre di «Fuori!» ed è firmato da Domenico Tallone (Carlo Sismondi). È insolitamente breve rispetto agli standard della rivista e accenna sommariamente al lavoro svolto nel corso della «riunione che [prosegue] ininterrotta dalle 10 alle 19».
Di quel primo incontro nazionale vi sono molte foto conservate presso la Fondazione Pezzana Fuori di Torino: su due lati dell’ampia stanza sono stati posizionati dei tavoli a formare una “U”, dietro la quale sono seduti compagni e compagne arrivati da molte province italiane e ogni piccola delegazione ha un cartello posizionato di fronte a sé con scritto a pennarello il nome della città di provenienza. Di fronte a loro sono state collocate un numero non sufficiente di sedie e molti ragazzi e ragazze sono in piedi appoggiati ai muri, tutti con facce assorte ad ascoltare coloro che parlano a turno.
Tante sigarette accese, alle pareti sono affissi manifesti politici, ovunque si vedono locandine pubblicitarie di «Fuori!», quelle con sopra lo slogan «Siete pronti per quello che dobbiamo dirvi?».
Ci sono rappresentanti di Torino, Milano, Venezia, Trieste, Ancona, Bologna e, naturalmente, di Roma. Della delegazione in arrivo dalla capitale fa parte anche Claudio Cinti:
Del Fuori! romano c’eravamo io, Leonello Fanini, Stefano Cerqua e Gianni [Chilanti]. Non credo ci fosse Bruno Fiorentino, lo escluderei. Ci andammo con una vecchia macchina che aveva il Chilanti all’epoca e facemmo tutta una tirata fino a Torino. Arrivammo la sera prima, di sabato, e la domenica ripartimmo la sera stessa, subito dopo la riunione. Lì trovammo molte persone, piccoli gruppi… non credo che fossero già strutturati, con un’organizzazione. Alcuni erano singoli attivisti che volevano fare qualcosa nella loro città. Però c’erano molte città rappresentate: Venezia, Trento, Trieste, Ancona, mi pare che vi fosse anche Livorno… Lo scopo era quello di conoscersi, di scambiarsi delle informazioni. Ovviamente i gruppi più grandi erano visti come una sorta di avanguardia. Torino, Milano e Roma, per quanto con esperienze e modalità differenti, erano dei punti e dei modelli di riferimento. C’era Pezzana, che rappresentava per tutti noi il Fuori! torinese e la rivista. Da Milano c’era Mario Mieli2.
Molti dei convenuti non si sono mai incontrati prima. Con alcuni vi sono stati prevalentemente rapporti epistolari, al massimo delle telefonate. È la prima volta che omosessuali di ogni parte d’Italia si trovano nella stessa stanza e l’emozione è intensa per tutti.
Il mattino è dedicato a conoscersi […] Il pomeriggio […] si parlò: di come organizzarsi, di come cercare e realizzare strutture alternative alla casa, alla famiglia, di come essere orgogliosi di sé. Il tutto con un rigore che avrebbe fatto impallidire il politico macina-teorie-ma-resta-come-sei; e con rabbia gioiosa, con vitalità dissacrante3.
I primi risultati di questa riunione si vedono sul numero successivo della rivista, quello di novembre, che ospita l’articolo Compagni, spogliatevi, a firma del fuorino bolognese Mauro Bertocchi, unitamente a una Lettera alla madre elaborata dal Collettivo Fuori! di Bologna. Monica Galdino Giansanti, attivista anconetana, scrive un pezzo raccontando l’ennesima citazione a giudizio ricevuta perché solita «travestirsi da donna» («non è la prima che ricevo: ne ricevo da dieci anni»). Anche il collettivo di Venezia partecipa con un proprio documento offerto come «contributo alla lotta». Collabora per la prima volta anche il gruppo romano con un articolo intitolato Quando il maschio è di classe, in cui vengono analizzati i complicati rapporti degli omosessuali con la maggior parte dei gruppi della sinistra extraparlamentare:
C’è poi un episodio accaduto di recente che ci ha dato una clamorosa conferma di quanto abbiamo detto […] «Il Manifesto» è nato come giornale due anni fa, primo foglio quotidiano nel mondo della sinistra rivoluzionaria […] Al momento dell’uscita del quotidiano alcuni compagni di Torino mandarono qualche lira di sottoscrizione firmandosi «Dodici omosessuali torinesi»: sul giornale venne fuori al posto della parola omosessuali, la parola compagni4.
Da questo numero, nella rubrica Soccorso Verde, accanto a quelli di Torino, Roma e Milano, si aggiungono, dunque, i recapiti dei nuovi collettivi di Venezia, Ancona e Bologna, a cui seguiranno a breve Napoli, Brescia, Firenze, Palermo, Pordenone…
Come vedremo nel prossimo volume di questa storia, alcune di queste realtà nel medio e lungo periodo inizieranno a esprimere idee, pratiche e posizionamenti spesso divergenti, se non antitetici, da quelli del gruppo torinese che, progressivamente, da posizioni marxiste e rivoluzionarie, si avvia a abbracciare la linea del riformismo, federandosi con il Partito radicale (1974).
I caotici, violenti, sfacciati e sperimentali anni Settanta offriranno, invece, l’humus ideale per la nascita di nuovi collettivi, alternativi al Fuori!, che avranno – tra gli altri – il merito di portare la provocazione omosessuale dritto nel cuore della sinistra extraparlamentare, di cui evidenzieranno i gretti pregiudizi.
- Domenico Tallone, articolo di apertura senza titolo di Fuori! nr. 4 dell’ottobre 1972, p. 2. ↩︎
- L’intervista telefonica con Claudio Cinti realizzata il 2 maggio 2024. ↩︎
- Domenico Tallone, art. cit. ↩︎
- Collettivo Fuori! romano, Quando il maschio è di classe, su «Fuori!» numero 5 del novembre 1972, pp. 13-14. ↩︎
I militanti ritratti nella foto sono: (a partire da sx) “ignoto 1”, “ignoto 2” e Claudio Cinti in rappresentanza del collettivo romano del Fuori!, Mario Mieli e “ignota 3” in rappresentanza del collettivo milanese e “ignoto 4” in rappresentanza del collettivo di Trento.
N.B. Se riconosci uno dei personaggi ignoti nella foto, comunicacelo nei commenti o inviando una mail a leradicidellorgoglio@gmail.com.






